LA VALUTAZIONE DIAGNOSTICA DELL’INCONTINENZA URINARIA

 

L’esame medico dell’incontinenza urinaria è una attività complessa che misura gli aspetti clinici ma valuta anche l’impatto che l’incontinenza ha sulla qualità di vita del paziente e quali sono le aspettative di quest’ultimo, il tutto attraverso un corretto “counseling”.

 

Attraverso l’Anamnesi il medico indaga i possibili fattori di rischio oltre alle eventuali malattie internistiche e neurologiche, i passati interventi chirurgici sugli organi pelvici. Si stabilisce il tipo di incontinenza, la durata, la gravità, l’impatto sulla qualità della vita, eventualmente con l’uso di questionari sintomatologici validati. Infine sono indagati sistematicamente i sintomi urinari del riempimento e dello svuotamento e gli eventuali disturbi della sessualità connessi. A tal fine molto utile può rivelarsi la tenuta per un tempo congruo, da parte del paziente, di un diario minzionale.

 

Attraverso l’Esame obiettivo, nella donna, si valuta il trofismo delle mucose urogenitali, la mobilità dell’uretra e la contrattilità dei muscoli pelvici e perineali (è frequente il riscontro di donne incapaci di contrarre i muscoli del pavimento pelvico, non avendo mai sviluppato lo schema corporeo necessario a tale movimento). Nell’uomo si valutano le caratteristiche della prostata (dimensioni, consistenza, dolorabilità).

 

Gli Esami di laboratorio e strumentali specifici consistono essenzialmente nell’esame delle urine, l’urinocoltura, l’esame citologico delle urine, l’ecografia vescicale che consentono di individuare i casi di patologia delle basse vie urinarie quali infezioni, calcolosi, flogosi, neoplasie.

Gli Esami strumentali (uretrocistografia, prove urodinamiche, esami elettrofisiologici) sono indicati solo nei casi più complessi, che non hanno risposto alle terapie conservative o che sono da trattare con interventi chirurgici.

Fonte: Gabriele Alberto Saracino
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